Marmorini e stucchi

STORIA E QUALITÀ                                            I Nostri Marmorini

BREVE INTRODUZIONE SUL MARMORINO ED IL SUO UTILIZZO

tomba dei Valeri

 

IL MARMORINO È UN INTONACO DI CALCE SPENTA E CARBONATO DI CALCIO. È L’IMPASTO PROTAGONISTA DELLE DECORAZIONI CHE SI TROVANO NEI PIÙ IMPORTANTI EDIFICI ITALIANI.
Le prime testimonianze di manufatti a calce risalgono a più di 5000 anni fa, e provengono dal complesso di Tarxien nell’isola di Malta. Il suo impiego diviene importante nell’epoca di passaggio dalla Grecia classica alla greco-romana: “Parti di intonaco a marmorino sono presenti ancora nel Partenone” così esordì il Maestro Fogliata al ritorno dal suo viaggio ad Atene.
Questa tecnica viene successivamente sviluppata e largamente utilizzata dai romani creando una vera e propria scuola, Pompei ed Ercolano sono esempi della massima creatività romana ma anche vedasi ad esempio la Tomba dei Valeri a Roma sulla Via Latina. Con la scoperta della Domus Aurea di Nerone, la cosidetta decorazione a grottesche in marmorino viene poi ripresa nel Rinascimento e trova subito un grande apprezzamento divenendo la matrice del decoro parietale in tutta Europa, grazie agli allievi di Raffaello.

marmorino-grottesche

stucco-veneziano-palazzo

Con l’esplosione del Barocco nel XVII secolo, lo Stucco Forte coprirà all’interno dell’impianto architettonico molteplici ruoli: in funzione di pareti, zoccolature, fregi, soffitti e cornicioni, capitelli, modanature e nell’alto rilievo-sospeso, traguardi impossibili per la scultura.
La decorazione dell’ornato a stucco andrà via via alleggerendosi in una continua ricerca, per creare ambienti unici mai realizzati prima. Così facendo si approderà al periodo del raffinato “Settecento Veneziano”.

Con l’avvento del Neoclassicismo a cavallo tra il XVIII ed il XIX secolo, si ha un ritorno allo stile della Roma antica, per poi passare al Liberty sul finire del XIX secolo dove troviamo gli ultimi esempi di utilizzo dell’arte dello stucco come elemento decorativo in rilievo.
L’ultimo importante esempio di intonaco a marmorino nell’architettura si ritrova nelle opere del grande architetto Carlo Scarpa negli anni ’50 e ’60 del XX secolo.

Esempi di decorazione a Marmorino liberty di Gaudì

LO STUCCO FORTE ROMANO

Lo stucco forte romano è un marmorino, ma le decorazioni hanno come struttura degli impasti che si possono definire pozzolanici o semi idraulici, sono intonaci tenaci e molto resistenti, li troviamo infatti ancora intatti dopo millenni sulle pareti esterne degli acquedotti romani. Nelle decorazioni cinquecentesche i volumi sono spessi e quindi l’uso del cocciopesto o di pomici insieme al marmorino permette di sostenere i forti aggetti nella fase di costruzione. All’interno degli edifici nel solo caso dei soffitti è previsto l’inserimento del gesso alabastro in veste di veloce essicante. Le finiture e le lucidature sono rigorosamente a marmorino.

IL MARMORINO VENEZIANO

Il Marmorino Veneziano è l’essenza dell’impasto tra calce spenta e polvere di marmo. Creare un ambiente, un salotto, un bagno, realizzare una facciata in marmorino, significa ottenere delle superfici interamente intonacate con questo impasto, utilizzando la maniera veneziana di stenderlo. Le stesure a più mani (almeno 8 di base, ma molte di più per certe lavorazioni), creano quelle trasparenze, che saranno la firma per identificare il vero Marmorino Veneziano. Il termine intonacare deriva proprio dal vestito indossato dai frati, la tonaca e quindi il concetto di vestire sobriamente un edificio, di proteggerlo dalle intemperie. Lo stuccatore è colui che sa maneggiare la calce e rispetta i tempi corretti di applicazione. Possiede inoltre gli strumenti giusti e la tecnica di plasticare lo stucco veneziano.

Bassorilievo a marmorino settecentesco a Palazzo Vendramin, Venezia

Lo stucco veneziano deriva dal termine veneziano “strucar” ovvero pressare. Con questo impasto si costruisce la decorazione a basso rilievo (ornato a stucco) come fogliame, fiori, fregi ecc. Per modellare o plasticare gli stucchi si usano degli utensili, chiamati ferri da ornato o ferri da stucco. La tecnica della pressatura degli impasti a calce in questo caso è stata sintetizzata così, con questa terminologia nata in cantiere. La pressatura è una fondamentale lavorazione che cambia il risultato del lavoro e la sua durata, ma va fatta al momento opportuno, nelle fasi finali della lavorazione.

I PREGI DEL MARMORINO

Le qualità di questo intonaco sono numerose: per cominciare la sua biocompatibilità con l’ambiente, il carbonato di calcio quasi puro infatti ha una reversibilità pari al 100 %. Significa che in caso di dismissione è un prodotto identificabile. Non è un composto industriale misterioso (non riciclabile, non restaurabile). È carbonato di calcio. La sua lunga durata e resistenza è una garanzia anche per i professionisti che lo propongono. È restaurabile con risultati eccellenti anche dopo secoli. La sua traspirabilità e quindi la sua rapida asciugatura permette alla muratura di mantenersi asciutta e svolgere la sua funzione di protezione termica dell’edificio, nonchè di mantenere le travature lontane dai ristagni d’acqua, assai dannosi per il legno e non solo. È un materiale che sembra in finitura sin dalle prime mani di fondo grosso, è colorabile con terre naturali, e plasticabile potendo creare minimi dettagli. La patina del tempo ne migliora l’aspetto, contrariamente alle malte cementizie che stanno deturpando le nostre città. Insomma, storicamente a Venezia è fra gli intonaci a calce quello più importante.